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Calendario 2017

Posted by on 15 dicembre 2016

Disponibile su richiesta.

Auguri a tutti e grazie di mettere anche quest’anno La Piroga sul vostro tavolo !

Buone notizie dall’Africa. A Morogoro e a Mtwango le bambine stanno bene e studiano con profitto, le ragazze di Migoli lavorano nel laboratorio che abbiamo allestito l’anno scorso e nel villaggio di Gongo la Mboto è nato un nuovo progetto, che si chiama Beroya Nursery del quale, con l’aiuto degli amici, vorremmo far parte anche noi.

Durante le abituali e sobrie vacanze di Natale alla missione incontriamo ogni anno nuovi amici di altre associazioni che fanno la nostra stessa scelta.                              Quest’anno c’era Matteo, dell’associazione Rekko e ci ha raccontato l’iniziativa di due giovani e coraggiose maestre che, praticamente senza risorse, hanno iniziato un progetto per consentire ai bambini di quella periferia di ricevere la preparazione basica in swahili e in inglese necessaria per poter accedere alle scuole elementari.

In due locali, che hanno ripulito e sistemato come potevano, hanno accolto 48 bambini dai tre ai sei anni che, in questa periferia disagiata, senza acqua e senza elettricità, ricevono educazione, attenzione medica e assistenza nutrizionale quotidiana.

Il giorno in cui io sono ripartita per l’Italia Matteo è partito per Gongo per supportare professionalmente il progetto.  Il prossimo gennaio, quando andrò a Morogoro , andrò anche a vedere la Beroya Nursery e ve ne parlerò al mio ritorno.

L’altra bella notizia del 2016 è che abbiamo visto la Dak’art, la Biennale d’arte contemporanea a Dakar. Molto bella e interessante, come sempre.

La cosa che immediatamente colpisce è la presenza di molti artisti meticci, con doppia nazionalità, una africana e un’altra varia (brasiliana, tedesca, francese, americana ecc.)  e si tratta per lo più degli artisti più creativi e con la visione del mondo più aperta degli  altri. Ovviamente.

La seconda cosa nuova nelle presenze è la grande quantità di artisti asiatici (cinesi, cambogiani, vietnamiti e soprattutto indiani.

I temi più importanti e condivisi da tutti indistintamente: la protesta contro corruzione, violenza, sopraffazione, ingiustizie e razzismo, la denuncia della mancanza di conoscenza reciproca in questo sempre più velocemente e irreversibilmente globalizzato, il riciclo e la denuncia degli sprechi e della mancanza di leggi che frenino la distruzione del pianeta.

Altre due cose colpiscono: la maggioranza di artiste donne, molto impegnate nelle denunce di cui sopra e una diffusa ricerca della memoria.

Molti album di famiglia, ricerca della propria storia (una fotografa aveva appeso in un cortile, come si stende il bucato ad asciugare, vestiti, pantaloni e camicie su cui aveva stampato le foto dei mobili della casa dei nonni), e molti racconti, senza astio ma con desiderio di ricordare, degli errori del colonialismo da ambo le parti.

In campo fotografico, accanto all’avanzatissimo uso delle nuove tecnologie, un ritorno alle antiche tecniche manuali (cianotipie, elaborazioni in camera oscura, grandi stampe ai sali d’argento su carte, tessuti e materiali vari ecc.).

Vorrei sottolineare la bellezza e l’ampiezza degli spazi espositivi e il piacevole impatto con espressioni di grande creatività di artisti giovani, impegnati e cosmopoliti invece delle solite retrospettive delle vecchie glorie.

Indice

 

Copertina  – La felicità dei piccoli della Beroya Nursery alla consegna di materiale scolastico.

 

Gennaio –  Un gruppo delle nostre orfane all’uscita dalla Messa il giorno di Natale.

Febbraio  –Il laboratorio di sartoria di cui abbiamo dotato la missione di Migoli per dare formazione e lavoro alle ragazze povere del villaggio.

Marzo –    Le nostre bambole africane di cui riprenderemo a breve la produzione.

Aprile  –   Un esempio di riciclo e la consegna dei filtri perché i piccoli della Nursery possano bere l’acqua

Maggio  – La Biennale e il lavoro di Alexis Peskine fatto solo coi chiodi. Questo artista russo-brasiliano, che vive tra Parigi e Dakar è famoso in tutto il mondo ed espone alla galleria Le Manège fino al 31 gennaio 2017.

Giugno – Anida Yoeu Ali (Cambogia)  Spiral alley.

Luglio  – Idaira Del Castillo (Spagna)   NO

Agosto –  Joel Andrianomearisoa   La Maison Sentimentale  Una storia della mitica Revue noire in un allestimento di grandissima raffinatezza.

Settembre – Wang Quingsong (Cina)  The History of Monuments.  L’incredibile lavoro di un artista cinese che ha coperto di argilla le pareti, ci ha messo le persone vive, spalmate anche loro di argilla, le ha fotografate e riprese poi ha pulito tutto ed ha esposto un finto bassorilievo lungo due intere pareti del museo.

Ottobre – Una bella collettiva di commistura di tecniche in uno splendido spazio sul mare

Novembre  –  Novanta maniere di interpretare la mano, di grande effetto.

Dicembre – Chiudiamo l’anno nella magica atmosfera di Gorée, scendendo al famoso studio di Moustafa Dimé, grande uomo e grande artista mancato, ancora giovane, pochi anni fa. Adesso ci lavora un altro artista, suo amico e allievo, con cui ho conversato a lungo ma che non ha esposto e per correttezza non faccio girare foto del suo lavoro.